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Asma e montagna: perché no?

Asma e montagna: perché no?

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Con l’inoltrarsi della stagione estiva, iniziano per molte famiglie le uscite fuori porta, i fine settimana o le lunghe vacanze in campagna, al mare, ma anche in montagna. E proprio la montagna rappresenta una meta ammirata per la sua straordinaria maestosità che si riversa sulla valle e sul mondo circostanti, infondendo nell’aria quel suo misterioso fascino di potenza ed imprevedibilità. Tuttavia, l’aria più rarefatta tipica dell’alta quota può spesso rappresentare un problema per chi soffre di crisi respiratorie e di asma, ma ciò non esclude che anche chi è in lotta con questi problemi non possa godersi una sana vacanza in montagna.

L'aria di montagna può essere di beneficio

Chi soffre d’asma sa bene di cosa si tratta. L’asma è una infiammazione cronica dei bronchi, i quali tendono a stringersi attraverso il fenomeno del cosiddetto broncospasmo. Come ha spiegato Alfredo Boccaccino, direttore sanitario dell’Istituto Pio XII Onlus di Misurina, bisogna prima di tutto distinguere due forme di tale infiammazione: quella allergica, scatenata da un allergene, e quella costituzionale, che è geneticamente predisposta nei soggetti. Secondo uno studio sempre condotto dal sopracitato istituto, l’inquinamento sarebbe causa di un incremento di patologie respiratorie soprattutto nei bambini, che ad un’altitudine di 1700, come è stato provato, possono trascorrere senza problemi lunghi periodi. Un motivo valido che assicura che in montagna è minore la possibilità di avere attacchi d’asma è, oltre all’aria sicuramente meno inquinata, l’assenza di allergeni ed acari, i quali molto difficilmente sopravvivono sopra i 1300 metri di altitudine. Tuttavia, oltre la soglia dei 2000 metri non c’è nessuno studio che possa certificare uno stato di benessere delle persone che soffrono d’asma, pertanto è consigliato rimanere al di sotto di questo limite d’altezza, pur riuscendo a godere pienamente la bellezza della montagna.

Precauzioni

Sebbene la montagna possa essere di beneficio per chi soffre d’asma, è bene seguire sempre alcune importanti precauzioni. Per chi è asmatico per allergia ad acari si consiglia di evitare di entrare in luoghi rimasti chiuso a lungo dove tale allergene potrebbe nascondersi nei materassi, nelle lenzuola o nei piumoni. Inoltre, per ogni persona asmatica si suggerisce di non interrompere mai il proprio percorso curativo, malgrado si possano verificare alcuni miglioramenti. In montagna è frequente riscontrare casi di asma costituzionale, non dovuto ad uno specifico allergene, ma alle condizioni più rarefatte dall’aria. Ciò comporta fiato corto e pesantezza dopo un’attività fisica più o meno intensa e può portare anche ad una crisi respiratoria. Per questo è bene, oltre ad un costante ma non eccessivo allenamento, effettuare un corretto riscaldamento, o stretching, prima di muoversi, tenere sempre con sé lo spray broncodilatatore, non sforzare troppo il corpo e fermarsi subito in caso di avvertito dolore o difficoltà respiratoria.

 

Pertanto, per ognuno di noi e a maggior ragione per un asmatico, prima di compiere sforzi o movimenti azzardati è bene ascoltare il proprio corpo e agire di conseguenza. Così facendo nulla sarà precluso, e diventerà possibile vivere tutta la ricchezza di luci e paesaggi offerta da una stagione così splendida come l’estate.

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